Capelli bianchi e pensieri sparsi

Written on 11:21 PM by my blog

Stamattina, mentre viaggiavo verso l'ufficio, ancora un pò assonnato e leggermente stordito dal ritorno alla normale routine settimanale, controllavo che non mi fossi tagliato facendo la barba.
Di colpo mentre guardavo attentamente ho notato un particolare che mi era sfuggito fino a quel momento: la mia tempia destra è ormai invasa dai capelli bianchi e la sinistra sta tranquillamente seguendo a poca distanza.
Non sto parlando di un paio di capelli, ma di un gruppo abbastanza folto e indipendente che mi sputa in faccia la triste verità: sto invecchiando.
Credo che sia una triste evidenza, che coincide in modo incredibile con il mio 30° compleanno. Già fra meno di un mese compirò trent'anni. Normalmente non do peso a questi traguardi, ma determinate circostanze comportano inevitabilmente delle riflessioni. Non mi riferisco tanto all'età  ma al passaggio verso nuove responsabilità.
Personalmente non noto troppe differenze, tranne in alcuni casi. Ad esempio non reggo più le serate brave con gli amici, per smaltire l'alcool impiego sempre più tempo e ho cominciato a limitare queste esperienze. Sono più riflessivo e meno impulsivo di un tempo ( sto diventando saggio).
Non è il caso di fare un dramma per un pò di capelli bianchi, ma fa specie, forse per un minuto ci pensi ma poi ti disturba una giornata al punto di scriverci un post.
Quello che conta è solo accettare che avviene e capire che è un semplice percorso del proprio fisico, solo questo.


Vorrei...ma non riesco...

Written on 6:16 PM by my blog

Avrei voglia di trasmettere quello che sento in questo momento attraverso le parole, ma come speso accade trovo il loro suono finale abbastanza inconsistente e poco originale.
Nella vita capitano momenti confusi che non ti danno immediatamente il senso della trasformazione che sta avvenendo. Mi scopro nervoso e pieno di dubbi a girare per una stanza buia nella vana speranza di trovare un senso alla mia paranoia.
Molte volte le parole non riescono a descrivere la complessità dei sentimenti, è come quando alla fine di un discorso importante si capisce di non avere trasmesso quello che si doveva.
Troppo spesso si viene fraintesi solo perchè le esigenze non coincidono, solo perchè vorremmo qualcosa che non può realmente esistere.
I sogni di un uomo si trasmettono nelle sue azioni, si sviluppano nelle sue idee e trasformano lentamente la realtà che lo circonda. Ma fino al momento in cui questo cambiamento non avviene totalmente la sua frustrazione continua a mischiarsi con i segni di un tempo ancora acerbo e privo di quella vitalità a cui aspira.
Vi lascio con il testo di una canzone, che non so per quale motivo, sento molto vicono, in questo momento.
Un vero capolavoro di Samuele Bersani, che non ha bisogno di alcun commento.


Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza
complicare il pane
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo
taglia bene l'aquilone, togli la ragione e lasciami sognare, lasciami
sognare in pace
Liberi com'eravamo ieri, dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e andare fuori come Mastroianni
anni fa,
come la voce guida la pubblicità
ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già
Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza
calpestare il cuore
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole
Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini
per scivolare meglio sopra l'odio
Torre di controllo, aiuto, sto finendo l'aria dentro al serbatoio
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c'è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più...
Vuoti di memoria, non c'è posto per tenere insieme tutte le
puntate di una storia
piccolissimo particolare, ti ho perduto senza cattiveria
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo
taglia bene l'aquilone
togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace
Libero com'ero stato ieri ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori
come Mastroianni anni fa, sono una nuvola, fra poco pioverà
e non c'è niente che mi sposta o vento che mi sposterà
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c'è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più, non ci sei più, non ci sei...

Segnali

Written on 2:27 PM by my blog

Centro commerciale vuoto e silenzioso, neanche tutti i cartelli dei saldi in corso riescono a richiamare l'attenzione delle persone. Parcheggio deserto, un'atmosfera quasi irreale.
Rimango spesso stupito da quanto la percezione dell'ambiente circostante sia influenzata dal mio stato d'animo.
Mi domando se non sia effettivamente una mia interpretazione dovuta al momento e se in un'altro momento lo stesso posto, con caratteristiche simili non sia interpretato, da me, in un modo diverso.
Quel magone che non mi spiego continua a contagiare la mia giornata, a tratti non capisco se sia dovuto ad elementi negativi o positivi.
Ho sempre pensato che la crisi avrebbe investito anche la società per cui lavoro ed ogni giorno che passa i segnali si fanno allarmanti. D'altra parte il momento non fa presagire un miglioramento nel breve periodo. L'idea di aprire una mia società, accettando la proposta fatta da un mio amico, si fa sempre più reale. Il dubbio è che si tratti del solito passo lungo e in questo caso gli effetti potrebbero essere catastrofici. Mi piacerebbe, non lo nego, ma sono pronto ad affrontare questa sfida? Non lo so, non lo posso sapere. Purtroppo sono convinto del fatto che una scelta la dovrò fare fra breve. È' come sentirsi, all'improvviso, senza certezze. Ma non sarò l'unico in questo periodo, quindi niente paranoie.
Non so perché, forse è un insieme di fattori che diabolicamente coincidono, questa sembra una giornata che deve solo finire.
Ma che strano il centro commerciale comincia a popolarsi, sono l'unico scemo con la sciarpa quando fuori ci sono 20 gradi, mannaggia, ma è così calda, mi fa sentire protetto.
Da inguaribile ottimista, l'idea di poter cambiare le cose non mi abbandona mai, il pensiero che qualcosa mi possa travolgere mi fa affrontare il periodo con rabbia e determinazione.
Beh è ora di andare a lavorare, portiamo a casa questa giornata.

Immagini riflesse

Written on 6:50 PM by my blog

Serata fredda. Piovosa e fredda. La macchina proseguiva lentamente il suo lungo viaggio di ritorno, a stento riusciva a farsi strada fra la pioggia incensante. Ogni tanto un buca nascosta dal buio attirava la sua attenzione. Un gemito lo colpiva, la paura di non riuscirla a controllare, di avvicinarsi troppo velocemente a quella fila di tir, che proseguivano sicuri il proprio viaggio.
La musica alta dello stereo lo aiutava a concentrarsi fra i suoi mille pensieri. Vagava fra i suoi diversi frame mentali e non riusciva a trovare pace. Troppe erano le cose che vorrebbe fossero state diverse. Non riusciva a trovare neanche il motivo che l'aveva portato fino a quel punto.
Cercava di trovare in filo conduttore che gli potesse dare un minimo di pace. Trovava solo conforto nelle immagini possibili proiettate sul parabrezza. Sapeva bene che non erano reali.
La giornata era stata lunga e faticosa, i km percorsi troppi, le facce mostrate tante.
Di colpo suonò il telefono:

"ma dove sei, ti stiamo aspettando"
" dai sto arrivando, ho solo un pò di ritardo, colpa di questo maledetto tempo. Solito posto vero?"
" si solito posto. Siamo tutti qui e da tanto che non ci vediamo lo sai"
" lo so, lo so, ma siete stati sempre con me. Ordina il solito. Stasera ho bisogno di buttare giù qualcosa"
" ti capisco, a fra poco allora"

Ecco erano pronti. Avrebbe avuto il coraggio di affrontarli tutti insieme. Raramente era stato capace di farlo, ma questa volta non poteva evitarlo.
Il solito pub. La stessa cameriera prosperosa di sempre, mai invecchiata, sempre così sexy e ammaliatrice.
Il lungo bancone con una distesa interminabile di ubriaconi depressi. Qualche prostituta che lavorava. Le facce losche di sempre. Non ricordava i loro nomi, una volta li conosceva, erano stati grandi amici.
Erano in fondo al pub, una lunga tavolata. C'erano tutti.
Non si salutarono nemmeno. Li guardo tutti, ne ricordò ogni momento. Di ciascuno di loro riassoporò quello che aveva provato, quella che aveva sofferto, quello che aveva fatto.
Erano lì, i suoi fantasmi, le persone che in qualche modo avevano lasciato un segno nella sua vita e che adesso rimanevano solo espressioni di quello che non doveva più fare. Stranamente li guardava sorridendo e per ognuno di loro aveva un buon ricordo.
La maestra terribile delle elementari. Lo zio che lo prendeva in giro perchè in sovrappeso ( adesso non lo poteva di certo prendere in giro per quello). La prof di matematica che lo aveva fatto piangere. Il suo primo amore. La compagnia sbagliata. Le liti continue col padre, quell'enorme paura di deluderlo che lo aveva fatto quasi impazzire. Ricordava ancora quando si era ribellato e come la sua vita era cambiata da quel momento. Gli amici persi di vista, quelli con cui si era giurato di cambiare il mondo. C'erano tutte le donne da cui era scappato e quelle che lo avevano miseramente piantato. Quelle si, lo avevano segnato. Il suo primo lavoro, il rapporto conflittuale con il responsabile.
Volti sorridenti e contenti, una parte della sua vita proiettata in un mondo fantastico. Un sogno o una divagazione mentale troppo lunga e dispersiva.
Sweet Child O' mine dei  Gun'N Roses scorreva via leggera creava un'atmosfera fantastica.

" eccomi amici, sono finalmente qua. Dopo tanto ho il coraggio di vedervi di nuovo. Certo che mi avete a lungo terrorizzato, ma da voi ho imparato tutto. Forse alcune ferite sono troppo recenti e lente a rimaginarsi, ma sono qui perchè oggi sono cresciuto. Da bambino era più semplice rifugiarsi nel sogno di quello che poteva essere, immedesimarsi nei pensieri, fin quasi a trasformarli in sensazioni reali. Ho lottato contro di voi, contro i miei demoni, ma sono qua tutto intero"
"siamo felici che tu sia arrivato fino a questo pub sperduto, che tu sia tutto intero e più forte di prima. Ma ti sei mai chiesto il perchè?"
"no, ho sempre pensato fosse una mia reazione naturale"
" come ti sbagli, sei qua solo per un motivo. Perchè hai capito che noi non siamo altro che il frutto della tua immaginazione e che quello che cerchi, nonostante ti faccia paura, è quello che noi rappresentiamo. Noi siamo delle prove, dei percorsi intermedi che hai superato. Adesso il bello deve venire. Ma per favore evita di tornare indietro affronta tutti e non creare altri sogni. Cerca di realizzarne qualcuno"
Scolò il bicchiere di colpo e rispose
" si hai ragione non mi resta che provarci"
Risero.
Dal fondo del locale, un volto nuovo entrò.
Due occhi grandi, capelli ricci e portamento deciso, gli sorrise e si avvicinò
" eccomi, sono arrivata"
Il suo profumo e il suo sorriso erano incredibili.
"non trasformare anche lei in un'immagine come noi, per quanto la sua compagnia ci farebbe piacere, lei è reale. Tutti hanno le tue stesse paure, non pensare di essere speciale, e lei si trova qua per il tuo stesso motivo. Quel tavolo sulla destra è il suo, bello lungo come il tuo. Quando sarà il momento, cerca solo di parlare con cuore e non con le immagini. Non si ha sempre una seconda occasione"
Si girò, la guardò negli occhi e tutto, di colpo, sparì.
Si ritrovò seduto ad una scrivania, con il pc acceso e una pagina scritta.
Cavolo, aveva immaginato di nuovo. Ma quel viso e quei occhi li conosceva bene. Avrebbe cercato la sua occasione. Per quanto fosse difficile era l'unico modo per essere felice.

Quello che ci vorrebbe

Written on 2:19 PM by my blog

Fermo lungo il molo di un piccolo porto ormai deserto. Sarà per l'ora, per il freddo ma l'atmosfera è leggera, tranquilla quasi irreale.
Troppe volte la mente percepisce e coglie segnali involontari, vede solo quello che desidera, il contorno spesso è lasciato in un angolo, quasi come se non fosse necessario.
Non credo che ci sia nulla di più malinconico che il mare d'inverno. Chiudendo gli occhi quasi si riescono a sentire le voci dei turisti d'estate, presi come sono a divertirsi, a prendere il sole e godersi il meritato riposo.
Eccomi qua, che aspetto che si faccia un'ora decente per andare in banca a fare l'ultimo appuntamento della giornata.
Perso come sono fra i pensieri di una giornata nostalgica, con l'atmosfera natalizia alle porte.
Combattuto dalla voglia di trovare il mio spazio e decidere il mio futuro, con il desiderio di innamorarmi e di scappare via da una realtà troppo assillante, scrivo un post che non ha senso ma che trasmette solo la mia voglia di sognare e progettare ancora.
Mi proietto improvvisamente nello specchio d'acqua davanti a me e stranamente un pò di ottimismo mi contagia e mi fa volare.
Segnali improvvisi di quello che sarà si manifestano inaspettatamente nell'ambiente intorno. Mi trovo ad immaginare qualcosa che non ho ancora vissuto. Nella mia pazzia del momento trovo piacere in queste immagini del futuro.
Che inguaribile sognatore che sono.

Come deve essere un blog?

Written on 2:48 PM by my blog

Mi sono sempre considerato un blogger atipico, che non scrive in modo costante, che non tratta argomenti interessanti se non patetiche avventure quotidiane e pensieri tante volte inutili e sicuramente non di grande rilievo sociale.
Mi sono sempre chiesto che ruolo dovesse avere questo posto per me e l'unica risposta soddisfacente è stata quella di una semplice valvola di sfogo contro lo stress quotidiano.
Niente, non riesco a trattare argomenti seri dentro un'ottica strettamente oggettiva. Probabilmente il mio egocentrismo innato mentre al centro del mondo un'unica persona ( cioè io) con tutti i suoi dubbi, i suoi pensieri e le sue idee strampalate.
Non sono così costante da avere una lista di bloggers che mi seguono sepmplicemente per il fatto che amo leggere una lista di blogs che aumenta col tempo, ma non lascio sempre commenti, anzi credo che succeda davvero poche volte.
Parto dal presupposto che il bello del web consiste nel produrre qualcosa di proprio e di utile, purtroppo non riesco a fare quest'ultimo passaggio fondamentale.
Sono, ahimè, un convinto assertore della lettura semplice e diretta, di quella capacità evocativa delle parole, che spesso poche semplici frasi riescono a proiettarti immagini suggestive e sanno donarti momenti fantastici. Vi potrei fare una lista di bloggers davvero bravi.
Alla fine scrivo per necessità, in un completo anonimato che mi permette di mantenere questo posto come un vecchio diario cartaceo, e parafrasando il pensiero cartesiano " scrivo, dunque sono".
Mi piace pensare questo blog come un album di fotografie che di tanto in tanto si può sfogliare per vedere le istantanee del passato, un album da regalare qualche volta a persone importanti, la cui opinione conta sempre e comunque.
Ecco si è un album, mi piace l'idea, perchè essendo troppo pigro e distratto riesco davvero a fare poche foto. E sono un completo incapace nel cogliere i momenti importanti. Bisogna ammettere i propri limiti.
Il motivo di questo post?
Non lo so sinceramente, ma ogni tanto un pò di autocritica è utile, poi questo è un posto pubblico qualche spiegazione logica della mia presenza la devo pur dare, anche solo per mantenere il contatto con la realtà.
Forse è soltanto la pioggia e il vento di questi giorni che mi fanno diventare più riflessivo, o forse questa pausa pranzo che non finisce mai che mi costringe a scrivere qualcosa per non morire dalla noia.

I soliti luoghi comuni

Written on 2:17 PM by my blog

Fa parte del nostro agire quotidiano, ragionare per luoghi comuni.
Mi spiego meglio.
Tante volte, per analizzare un fenomeno, immaginare una persona, prima di arrivare in un posto, per evitare di trovarci spiazzati dalla realtà, facciamo riferimento al nostro data base di luoghi comuni.
È una prassi, secondo me è un modo inconsapevole di semplificarsi l'esistenza e di giustificare in modo ottimale qualsiasi nostro comportamento inusuale.
Quante volte prima di esprimere un'opinione su un determinato posto oppure su un popolo facciamo riferimento a quello che tante volte i media ci propinano come verità oggettiva.
La nostra colpa sta nell'affidarci pienamente all'opinione maggiormente diffusa, senza preoccuparci di crearne una nostra.
La semplificazione dei media, in determinati contesti storici,politici e sociali è veramente imbarazzante e preoccupante.
Quella che sembra una semplificazione senza alcun problema può rivelarsi un concetto sterile e senza valore oggettivo ma solo una presunzione di verità.
Ma tutto questo discorso che senso ha, vi chiederete.
Semplice prende spunto da quello che mi è successo. Vi spiego.
Sono del sud, calabrese, quindi so perfettamente i luoghi comuni più diffusi usati per descriverci.
Stamattina ero per lavoro in un paese dell'entroterra, tristemente noto per fatti legati alla malavita. Quindi di conseguenza, stupidamente, mi aspettavo di trovare un ambiente ostile e privo di vita.
Mi faccio un giro, prima di cominciare a lavorare mi piace immergermi nel posto, e via mi rendo conto che l'idea che mi ero fatto era completamente errata.
Il caso vuole anche che, facendo retromarcia, sbatto una macchina parcheggiata. Subito penso che mi sono fatto la giornata.
Invece le signore gentili si rendono conto che è solo una leggera scrisciata e mi lasciano andare come se non fosse successo nulla, ero più preoccupato io.
Voi direte che erano donne quindi, a parte il fatto che le donne sono più toste, è intervenuto anche un uomo che ha pienamente concordato con loro.
Sono stato fortunato sicuramente, altre volte ho assistito a veri e propri festeggiamenti per una leggera ammaccatura, tipo l'attaccante che esulta per il rigore dato.
Questo per dirvi, che mi sono dimenticato di un dettaglio importante: la malavita è roba di pochi elementi, che non fanno una regione. E da calabrese avrei dovuto pensarci prima di partire predisposto, è anche vero che ci sono ambienti con una connivenza diffusa con il malaffare, ma non bisogna giudicare a priori.
E soprattutto state attenti quando fate retromarcia. Maledetti sensori di parcheggio.

Considerazioni sparse

Written on 1:52 PM by my blog

Usando il telefono nuovo in questi giorni mi è venuto normale pensare come sia cambiata, in pochi anni, la possibilità di accesso a internet e quali conseguenze ciò ha generato nelle normali priorità quotidiane.
Mentre scrivo, sono fermo nel parcheggio di un autogrill, dopo aver mangiato un bel panino, che mi diletto ad aggiornare il blog e mi gusto il meraviglioso panorama del golfo, il mare piatto e lucido in una fantastica giornata di sole.
Torniamo a noi.
Ho comprato il pc relativamente tardi, nel 2001, con i soldi della mia borsa di studio, 3 milioni e rotti delle vecchie lire.
Da autodidatta ho imparato tutto quello che mi serviva, ma l'impulso maggiore l'ho avuto nel momento in cui è arrivata l'adsl a casa, nel 2005, da allora l'uso del comparto informatico ha avuto un'importanza incredibile, al punto che gestisco un blog, con alterna fortuna, e creo, per quanto possibile, contenuti per il web.
Ho comprato un telefono per assecondare questa passione e mi rendo conto sempre di più delle possibilità che la rete ti offre.
Mi chiedo quanto saranno avanti le nuove generazioni e soprattutto quanto sia importante che l'informatica, internet, siano a disposizione di tutti, senza differenze.
In un prossimo futuro, questi strumenti, saranno la prova da vincere per la società civile.
Saranno sempre di più l'indicatore più concreto possibile per dimostrare il grado di democrazia, consapevolezza e integrazione di una società matura.

Pensandoci bene...ma bene...

Written on 10:41 PM by my blog


Pensandoci bene, forse l'anno bisesto non è poi così funesto.
Per la prima volta gli Stati Uniti hanno eletto un presidente di colore. Capisco che la lotta contro il vecchietto era veramente vinta in partenza, ma l'anima repubblicana è sempre una brutta bestia. Un giorno forse riprenderò le materie studiate nel mio corso di laurea e farò un post decente sull'argomento. In futuro, adesso è troppo inflazionato.
La crisi finanziaria ha finalmente dimostrato che l'economia reale è forse più importante delle scommesse finanziarie delle banche d'affari. L'unico problema è che le conseguenze della crisi le pagheremo noi, non gli amministratori delle banche fallite. Speriamo solo che si faccia tesoro da questa confusione.
Alitalia non è fallita e si è trasformata in Cai. Poco importa che ci rompano continuamente con gli scioperi e i contratti, mi auguro solo che alla fine qualcuno voglia volare con loro.
L'iphone è arrivato in Italia e all'improvviso ci siamo riscoperti tutti pazzi per questo piccolo oggetto che fa tendenza. Alla fine quello che conta è possedere qualcosa che ti faccia sentire meglio, deciso a Natale lo compro.
Gli europei di calcio sono andati come al solito, le Olimpiadi sembravano impacchettate, lo Special One continua a fare spettacolo e Del Piero a farmi sognare.
Forse ci sarebbero tanti argomenti su cui discutere e dai quali trarre le giuste considerazioni, ma non sono bravo in queste cose.
Sarà che guardando il calendario ho visto che manca poco alla fine dell'anno e se non comincio ad essere ottimista da adesso, non mi passa veramente mai.
L'hanno capito anche i nostri politici, infatti le battute si sprecano. Mi sorge un dubbio: pensano che il loro lavoro sia davvero un limite alle loro aspettative (anche loro hanno dei sogni, delle ambizioni).
Oppure, sarà la televisione che appiattisce la comunicazione e non rende il senso delle loro uscite.
Fate voi, a me basta chiudere gli occhi e immaginare Tonino che urla : " l'ottimismo è il profumo della vita".
Sono sempre stato una persona semplice e nostalgica, che ci posso fare.

About this moment

Written on 5:13 PM by my blog


Sono fatto così, anche io ho i miei momenti difficili, le mie ore impossibili, la mia voglia di altro.
Ci sono giornate più complesse di altre,in cui ti trovi a lottare con un sacco di domande senza risposte e con i soliti dubbi.
L'ottimismo, che di solito mi contraddistingue, fatica ad avere la meglio sulla giornata storta.
Con lo sguardo perso e fisso continuo a pensare e non riesco ad uscirne. Sono giornate da prendere così, hanno quella traccia malinconica e leggera che difficilmente si riesce a cambiare.
Non sono triste o depresso, ma per un attimo mollo i remi e ho bisogno di riflettere e pensare a tutto quello che mi gira intorno e mi succede.
Pervaso da una sicurezza insospettata circa le scelte fatte e quelle da fare, lascio partire un pò di musica, apro la mia vista al mondo e mi stringo lentamente ai dolci ricordi che mi circolano in testa.
Sono fatto così, preferisco vivere anche questi momenti complessi e assaporarne il retrogusto amaro piuttosto che scappare invano nella confusione senza la sicurezza di trovare qualcosa a cui aggrapparsi.

Vi lascio con queste parole tratte da L'amore trasparente di Ivano Fossati :

Non vergognarsi della propria malinconia
è un compito penoso anzi uno strazio.
L'amore trasparente non so cosa sia
mi sei apparsa in sogno e non mi hai detto niente
mi sei apparsa in sogno e non hai fatto un passo.

Nemmeno un gesto nemmeno lasciamo andare
meglio di chi improvvisa a malincuore
meglio di chi improvvisa senza amare.

Sarà la vita che monta e poi riscende
tutto questo splendore trasparente
luce elettrica che dopo il buio sempre si accende
se abbiamo assolto tutti i sentimenti
dimenticato tutti i fuochi spenti.

che settimana

Written on 2:40 PM by my blog


Credo che sia complicato scrivere qualcosa di neutrale dopo la settimana appena passata.
Tutto quello che si scrive , che si pensa, trova la sua origine negli eventi che accadono e che in qualche modo ci toccano.
Sicuramente trovare il senso delle proprie emozioni e della propria rabbia non è facile. Il rischio è quello di scrivere un post troppo intimo, che la maggior parte dei visitatori potrebbero non capire.
Cercherò in qualche modo di farmi capire senza tuttavia scendere nei dettagli. Non lo faccio perchè non lo ritengo opportuno e di buon gusto.

Quando la morte tocca un tuo coetaneo (quasi), una persona tranquilla, solare e semplice resti sempre senza parole.
Quando questa persona decide di togliersi la vita cominci a non capire, ad indagare mentalmente sul motivo di una tale scelta, sulle condizioni che possono provocare una decisione così estrema.
Non riesci a credere ad una cosa del genere, immagini, pensi, ma non trovi una spiegazione logica.
All'apparenza non esiste un motivo preciso alla base di questa decisione, si sa che in un piccolo paese le voci sarebbero emerse in modo definitivo.
E' tutto così strano che non riesco ad argomentare tutto quello che vorrei dire.

In un sabato così strano, sottotono, distratto e pensieroso le parole sembrano un contorno inutile dinnanzi alla vulnerabilità della vita.
Meglio il silenzio. Certe cose non si capiscono mai fino in fondo. Fanno solo paura.

di riflesso

Written on 9:32 PM by my blog


L'ultima rossa vola via dal finestrino.
L'aria calda, mista a piccolissime gocce di pioggia, invade l'abitacolo della macchina.
L'odore di terra bagnata, d'asfalto, di foglie marce e di pastiglie di freni finite crea una miscela unica e riconoscibile allo stesso tempo.
La notte è ormai scesa, le luci a stento illuminano la strada. Le curve che si susseguono, di una strada fatta poche volte, sono una sorpresa continua.
L'ultimo disco del AC/DC fuoriesce dalle casse della macchina con un impeto e una forza imprevisti, sorprendenti per certi versi.
Adoro viaggiare con un'atmosfera del genere, mi aiuta a trovare le idee giuste, a concentrarmi. Nonostante la chitarra che continua a frastornarmi e la batteria che ad ogni tocco fa salire il mio cuore in gola, immagino posti, eventi, persone e fatti.
Il cuore si stringe all'immagine dell'incidente visto stamattina, quando, di riflesso, mi sono voltato e ho visto quel corpo insanguinato, con la testa piegata, intrappolato tra le lamiere.
Il pensiero che non siamo assolutamente nulla difronte agli eventi mi agita.
La vita che scappa via senza un motivo apparente, lontano dagli schemi e dai desideri personali, sembra un gioco inutile e insensibile.
Ricerco nei miei pensieri la voglia di qualcosa di nuovo, per scacciare la paura che tocca un viaggiatore incallito, ma non trovo nulla se non il desiderio che accada, per una volta, quasi per magia.
Mentre ormai la macchina è invasa dal suono devastante e persistente degli AC/DC , a tal punto che i rumori del bosco e delle case in lontananza, sembrano inutili cornici per uno spettatore distratto, perso nell'immagini continue di quella macchina schiacciata, di quel sangue, che tornano ogni volta che gli occhi si chiudono.
Un continuo flash-back. Un dispiacere incredibile.
L'unico modo per vivere è non pensare che si possa finire così. Scusate la retorica e l'ovvietà di una definizione del genere. Ma è così.

Maledetta ora solare

Written on 7:43 AM by my blog


Di solito sono uno che non ama dormire oltre un certo orario. Ho come la netta impressione, se non mi sveglio presto, di non vivere pienamente la mia giornata.
Quando vado a lavoro la mia sveglia è messa alle 7.30, mentre il fine settimana mi alzo in automatico alle 9.
Ma stamattina l'ora solare del cavolo mi ha fregato. Mi sveglio dal pieno del sonno per via dei rumori maldestri e volontari di mia madre(avvisa tutti che lei è sveglia e che ci dobbiamo sentire in colpa perchè noi non lo siamo). Guardo l'orologio sul cellulare e vedo che sono le otto passate, quindi penso che posso pure alzarmi visto che mi sono svegliato.
Mi alzo, vado a prepararmi il caffè:mi segue mio fratello, che tutto assonnato mi dice: " ... e tu che ci fai sveglio alle 6.00...", ed io "...le sei? guarda che sono le otto passate..."
Guarda l'orologio, ci guardiamo, cavolo l'ora solare.
Lui è in ritardo di un'ora sul lavoro ed io mi sono alzato troppo presto.
Nessun problema domani recupero, a causa di troppe ferie arretrate mi hanno detto di prendermi un giorno di ferie questo lunedì e un altro il prossimo. Quindi avrò due fine settimana lunghi.
Mi fa strano che una società ti costringa a prenderti le ferie, che sia il preludio a qualcos'altro.
C'è da dire che tutti in ufficio siamo stati messi in ferie, in giorni diversi ovviamente, e anche negli altri uffici sta succedendo la stessa cosa.
Mah vedremo, ne approfitto mi preparo e vado a farmi i capelli.
Infatti il confronto con lo specchio mi ha consigliato che devo necessariamente intervenire, la sveglia presto serve pure a qualcosa.
Maledetta ora solare.

Aggiornamento per le ferie forzate:

Ho fatto un giro sul web (grazie google) e ho capito il motivo delle ferie forzate, non si possono cumulare lunghi periodi e dipende dal contratto collettivo nazionale e quelle arretrate (anno precedente credo) devo essere godute entro i 18 mesi, pena sanzioni per l'azienda e soprattutto non si possono monetizzare, quindi l'azienda è costretta a fartele fare, anche se non dovrebbe poter decidere da sola.
Nel mio caso credo che saranno poche le ferie maturate, 16 giorni mi dicevano, ma vecchie credo che siano 4 giorni. Ma di queste cose ne capisco ben poco.
Certo che è veramente bello il web: metti una parola, un tema, e puoi farti un'opinione e sentirti libero di analizzare qualsiasi concetto.

Scene di vita reale

Written on 9:12 PM by my blog


Di solito non parlo di questioni politiche in questo blog. Ho sempre pensato che la maggior parte degli utenti abbia tante fonti a disposizione per farsi un'idea abbastanza obiettiva su un determinato argomento.
Ma quello che sta succedendo per il decreto Gelmini non ha veramente senso.
Non entro nel merito del decreto, non mi interessa parlare delle sue implicazioni, perchè non sono la persona adatta a trarre delle conclusioni e questo non mi sembra il posto per farlo.
Ma le manifestazioni degli studenti non si fermano con la polizia, siamo in paese democratico e si deve dare l'opportunità a tutti di manifestare la propria opinione.
Personalmente ho partecipato, ormai dieci anni fa, alla occupazione della scuola e alle manifestazioni, ma sono stati brevi periodi e in alcuni casi anche utili ( in un'occupazione avevano creato un corso sulla Beat Generation. Ho avuto modo di scoprire scrittori come Jack Kerouac e Allen Ginberg).
Non voglio analizzare le motivazione della questione, ma ognuno deve sentirsi libero di manifestare le proprie idee e se poi abbiamo davanti una maggioranza di giovani credo che bisogna ascoltarli, non penso siano tutti dei fantocci.
Il mio consiglio è una buona lettura della Cara, Vecchia e Saggia Carta Costituzionale. Ogni altra riflessione mi sembra inutile: ognuno deve avere la possibilità di dimostrare il proprio parere dinnanzi a leggi che vanno a modificare un determinato Status Sociale. Mi sembra una questione talmente naturale che evito altre riflessioni.

Storie di vita.


Come sapete passo la maggior parte della mia giornata in giro e capite quanto è complicato quando succedono determinate cose.
Stavo veramente male stamattina, quindi mi viene in mente la pubblicità del famoso medicinale e dopo essermi liberato dei clienti ( solo dei clienti per fortuna) mi sono recato in farmacia (la prima che ho trovato nel corso di un paese sconosciuto).

Io: "buongiorno mi da una confezione di Imodium"
Dottoressa: " imodiu.....ah imodium ...certo" sorrisino.
Io: " credo che si chiami così...almeno da quello che ricordo"
Dottoressa " vuole scontrino o la fattura così lo scarica"
Io : " no non mi serve ( ma che c...o vuoi che me ne frega adesso, ti sto chiedendo un imodium quindi vuol dire che non sto molto bene e che nonostante ti sembri fresco, sto veramente male)"
Dottoressa: " 4.70 euro"

Funziona, senza alcun dubbio. Ho fermato tutto prima che succedesse l'irreparabile, mi sono sentito spossato, confuso per tutta la giornata ( effetti collaterali)ma ne è valsa la pena. Da oggi in poi sarà sempre con me nel mio cassetto porta oggetti in macchina.
Di conseguenza aggiorno il post le regole del viaggio:

12) Portate sempre con voi una confezione di imodium. Non si sa mai il posto in cui andrete e cosa possa succedere al vostro intestino. Portatelo con voi per sicurezza. Evitate il mal di pancia e l'imbarazzo.

Notizia dell'ultima ora: Ho fatto tre, 17 euro e qualcosa. Sono contento perchè non ho mai vinto nulla, non mi posso comprare l'Iphone ma va bene così.

Pensieri in notturna

Written on 10:40 PM by my blog


E' davvero complicato, dopo la solita partita del lunedì sera, rimettere insieme i pensieri di una giornata e scrivere qualcosa che abbia senso compiuto.
Soprattutto perchè stasera mi sono davvero spaccato. Un'ora e venti minuti di corsa. Alla fine non sentivo le gambe e non riuscivo più a tornare in difesa.
Nella mia mente confusa e stanca ci sono le idee, i posti e le persone viste oggi.
Mentre verso le 18.30 rientravo dall'ultimo appuntamento sono passato per la costa ionica, attraversando di seguito Soverato e Squillace.
Nella radio risuonava la canzone degliArticolo 31. Hanno ragione è proprio bello vedere l'italia di notte.
Tutto sembra più tranquillo. Le persone rientrano quasi tutte a casa dopo un lunga giornata di lavoro.
Le coppiette passeggiano per strada, perdendosi fra i negozi luccicanti che si preparano quasi per natale.
Il mare è calmo, piatto ed emana un leggero profumo che invade l'abitacolo della macchina.
Avete presente quando ancora non è completamente buio che riesci ancora a distinguere gli alberi,le case, le persone in lontananza.
Sarà la luce, la canzone nostalgica che mi ha influenzato, ma sembra quasi uno spettacolo magico.
Non so come spiegarvi determinate sensazioni: mi sento davvero leggero.
Non so il motivo, forse sono solo troppo scemo da farmi emozionare dallo spettacolo vissuto e trasportare dalla musica.
Ma le immagini,i suoni, i ricordi hanno il potere di trasmettere forza e decisione.
Danno la possibilità di credere che qualcosa di bello è dietro l'angolo e che tu sarai pronto a viverla.
Una sorta di Dèjà vu che alimenta la nostra voglia di rinascere e di vivere.
Vi lascio con l'immagine della strada illuminata dalla macchina, che dopo una curva a destra, mostra, per attimo, il mare piatto sottostante, sulla sinistra la collina, e ancora in lontananza le luci del golfo che proiettano nella notte la bellezza di questa terrra .
I pensieri che ne seguono sono talmente personali che vi lascio con i vostri.

Scusate, sono in ritardo...

Written on 1:54 PM by my blog


La giornata è cominciata davvero in modo imprevedibile.
Ero nel mezzo di un sonno profondo, pesante, senza alcun incubo o pensiero che tentava di rovinarmelo.
Quando sulla porta di camera si affaccia mia madre che a bassa voce mi dice: "...sono le 8.15, oggi non vai a lavorare...".
Quelle parole riecheggiano in lontananza nella mia testa, quasi fossero state pronunciate da qualche personaggio generato dal mio inconscio.
Non ci metto molto a capire e grido "... C...o la sveglia...".
E' comincia così la mia corsa per rimediare al ritardo accumulato.
Dovete sapere che la mia sveglia è posta di norma alle 7.30, la suoneria del mio Nokia ( il gallo), tutte le mattine mi riporta all' amara realtà di un'altra giornata di lavoro. Quindi partivo con 45 minuti di ritardo sulla mia tabella ideale.
Ho fatto praticamente tutto nel minor tempo possibile, faccio parte di quella categoria che ama svegliarsi anche 20 minuti prima per non fare tutto di fretta. Questo perchè ho la mia routine: mi alzo, accendo la tele e ascolto il telegiornale, ascolto l'oroscopo, faccio colazione mi prendo il caffè, fumo una sigaretta e poi perdo mezz'ora in bagno ( quello che faccio sono fatti i miei).
Per fortuna che stamattina avevo un appuntamento fuori, quindi non ero costretto a passare dall'ufficio alle 9.00(poi ho calcolato che avrei avuto un ritardo di 10 minuti) e nonostante fossi pronto ad avvisare il cliente per il mio ritardo sono arrivato prima di lui.
E' stato comunque traumatico, odio fare le cose di fretta.

Il mio lavoro molto spesso mi dà l'opportunità di conoscere persone nuove, gentili, tamarre, deliziose e orribili.
Capita spesso che in sede di trattativa questi mi raccontano della loro vita ( un commerciale degno di questo nome deve creare un'atmosfera decente con il cleinte, non deve essere un freddo venditore, ma deve interessarsi a lui), dei loro progetti e delle loro difficoltà.
Stamane, davanti a me, avevo una persona apparentemente normale, che dopo un pò si è sentito libero di raccontarmi tutto quello gli stava più a cuore.
Mi ha raccontato dei problemi dovuti alla separazione della moglie, che lui l'aveva perdonata davvero molte volte nonostante fa davvero male essere tradito, ma l'aveva fatto per i figli.
Con rabbia mi ha detto "...un marito e una moglie sono dei perfetti estranei, si possono separare, ho fatto tutto per lei e adesso lottiamo per i figli...".
Fa male vedere una persona distrutta per un motivo del genere. Penso che possa capitare che una persona sposata o fidanzata, si innamori di un'altra, ma in quel momento deve capire che se quel sentimento che prova è molto più forte la decisione da prendere è solo una, proprio per non fare soffrire così l'altro.
Non so perchè si sia sentito libero di raccontarmi tutto, so solo che mi dispiaceva per lui e soprattutto per i figli.
Certe cose fanno male anche solo al pensiero che ti possano succedere.

un post prima di chiudere

Written on 10:42 PM by my blog


Probabilmente ho già parlato in questo blog, in passato, di quanto adoro l'immagine della luna piena. Non so sinceramente il motivo di questa passione, ma vedere la luna che brilla in cielo mi emoziona in modo incredibile.
Sarà per l'immagine riflessa di pensieri e ricordi lontani,nascosti nell'inconscio e legati alla mia adolescenza. Sarà per la tranquillità che riesce a trasmettermi in qualsiasi momento, come a dire "...va tutto bene, io sono qua, al solito posto...".
La luna piena d'inverno è, poi, uno spettacolo senza pari, da vivere con il cielo sgombro di nuvole, fantasticando sulla propria vita e immaginando di viaggiare fino toccare quella "palla gialla".
Stasera illuminava il mio ritorno a casa, era quasi sempre davanti, leggermente spostata sulla mia destra. Non vi dico lo spettacolo di luci e ombre, sembra quasi che la strada e la natura prendano colori e forme diverse. Un'atmosfera leggera e patinata, come quella dei sogni.
I pensieri solo volati lontani, sorpresi da tanta felicità,dalla serenità di quello spettacolo, dalla certezza che basta poco per stare bene.
E' strano che poi la luna piena si sposi alla perfezione con i nostri pensieri nostalgici e che alla sua immagine si sovrapponga, di riflesso, il vostro pensiero più dolce. Mai capitato?


Beh passiamo ad altro: finalmente vi scrivo dal mio pc. Stasera l'ho riportato a casa e dopo aver pagato un centone sto controllando che funzioni bene.
Mi dispiace tanto per le impostazioni perse, per tutto quello che dovrò reinstallare e per i files non recuperabili.
Il tecnico mi ha risolto il problema del surriscaldamento (che sicuramente è stata la causa scatenante della morte dell'hd).
Adesso mi ritrovo un hard disk da 160 gb con doppia partizione, ma mi dite che me ne faccio di uno esterno da 320 gb. Non lo so. Mah, a saperlo.

Notte insonne

Written on 2:33 PM by my blog


Ci sono delle notti che il sonno tarda ad arrivare, che diventa agitato e fastidioso. Ti trovi a girare fra le lenzuola calde, alla ricerca di quella posizione che ricordi come la preferita, che ti concilia il sonno e riesce a farti riposare.
Ma ci sono quelle notti che nonostante sei stanco e deciso a dormire, nonostante, con tanta buona volontà, ti metti a contare migliaia di pecore, il sonno non arriverà mai.
Credo che il motivo di tutto ciò sia da ricercare nel nostro incoscio, nei pensieri, nelle immagini che ricerchiamo prima di dormire e che involontariamente ci agitano e ci portano a pensare e stare male.
Ho passato una di quelle notti: mi è sembrato quasi di non dormire e di pensare ad occhi aperti. Ho fatto sogni che non so se sono stati reali o il frutto dei miei pensieri. Mi sono ritrovato stamattina con la faccia stanca e la voglia di non andare a lavoro.
Inevitabilmente una notte del genere trasmette i suoi pensieri nella giornata successiva.
Ho pensato e ripensato a parecchie cose, a quello che sento, che vivo, a quello che vorrei.
Molte volte la vita ci porta a confrontarci con l'ideal tipo di persona che dovremmo essere. E' un confronto reale con tutto quello che avevamo immaginato di fare e di diventare.
Tante volte ti guardi dentro e ti rendi conto di cosa ti manca.
In cuor mio lo so e me ne rendo conto: la vita non ha motivo di essere vissuta solo in ragione del proprio ego o del proprio successo. La vita deve trovare spazio negli occhi di un'altra persona, che da completa estranea, decide di renderla migliore e viverla con te.
La solitudine e la rabbia di certe notti insonni mi fanno capire che forse è ora di smettere con le scuse di storie impossibili e di imparare a vivere assumendosi il rischio di fallire e non di nascordersi dietro la paura di stare male.
D'altra parte se non soffri e non sei qualche volta infelice, come puoi dire di essere felice.
Per assurdo per conoscere la felicità si deve essere disposti a soffrire, ad avere l'onestà intellettuale di rischiare tutto per raggiungere quello in cui si crede.

Pensieri sparsi

Written on 8:08 PM by my blog


Stamattina, mentre mi recavo a fare delle spese, sono passato dalla statale che per un lungo tratto costeggia il mare.
Effettivamente il mare si trova a poche decine di metri, in alcuni tratti è veramente a pochi metri. Era mosso, un pò sporco per via delle piogge incessanti degli ultimi giorni, ma allo stesso tempo maestoso e meraviglioso.
Non so sinceramente il motivo, ma il mare, per me, ha significati profondi e intensi. Forse è da ricercare nel semplice fatto che ha sempre rappresentato l'orizzonte verso il quale, molto spesso, i miei occhi sognanti hanno trovato rifugio e speranza. Nei momenti difficili, nei momenti felici, il mio stato d'animo trova conforto nella sua forza, impetuosa freddezza, nella sua grandezza, nel suo calore intenso, quando d'estate sa abbracciarti e coccolarti fra le sue acque.
Il suo sapore asprigno, intenso e diretto. Il suo profumo elegante e violento. La sua voce ora furiosa e rabbiosa, ora dolce e ammaliatrice.
Ogni volta che mi trovo dinnanzi a lui,che ne ascolto la voce, che ne ammiro il colore, che ne sento il profumo, riesce a trasmettermi emozioni, brividi,immagini dell'animo che non si possono descrivere solo con le parole.
Il mare è uno dei motivi per cui non vorrei lasciare mai la mia terra. E' vita, è quel cordone ombelicale che vorrei non spezzasse mai.
Forse è difficile descrivere con le parole cosa voglio dire, ma spero solo di riuscire a trasmettere l'amore, la passione, le sensazioni che mi trasmette perdermi su una spiaggia deserta,in una giornata d'autunno, ascoltando solo il rumore del mare, con le goccioline che mi bagnano il viso e i vestiti, con la sabbia tutto intorno, con i gabbiani che volano e all'orizzonte nulla, solo acqua e blu.

Va bene basta con questi pensieri nostalgici, ma l'autunno mi fa questi effetti. Credo di essere molto atipico come blogger,molto stagionale direi. Tutto quello che mi circonda, che cambia con l'alternarsi delle stagioni, ha un effetto incredibile su di me, su quello che penso e che mi va di scrivere.



Come si fa a provare un piccolo sistema Home theatre se non gustandosi qualche dvd.
Ecco quello che ho fatto. Ho messo alla prova il Philips comprato l'altro giorno con alcuni dvd.
Mi sono davvero goduto, oggi pomeriggio, Prospettive di un delitto.
I miei amici me l'avevano consigliato da un pò, ma non avevo mai trovato il tempo.
L'idea del regista è veramente affascinante ( anche se credo non sia una novità). Il ritmo, all'inizio, è veramente intenso e veloce.
Non sono un critico, quindi, vi dirò che l'ho apprezzato abbastanza e non mi è sembrato banale.
Grande merito va anche al Philips. Soprattutto grazie al fatto che la stanza è piccola e quindi il sistema riesce a fare il suo lavoro.
Per una stanza grande non ve lo consiglio, non è molto potente. Il piccolo subwoofer funziona molto bene e per la prima volta mi sono visto un film a casa mia con un effetto cinema. Anche se poca cosa rispetto ai moderni 5+1.
Vi consiglio anche la visione di Non è un paese per vecchi,di Detenzione illegale,diIl caso Thomas Crawford.

maledetto raffreddore

Written on 8:18 PM by my blog


Alla fine ha vinto lui. Con gli occhi lucidi e rossi, la pila di fazzoletti nel cestino, il bicchiere ancora sporco della pastiglia effervescente appena presa.
Certo non credo di essere il solo ad essersi ammalato in questi giorni, ma cavolo adesso con tutto quello che sta succedendo in ufficio non ci voleva proprio.
Ma tutti i mali non vengono per nuocere e un giorno di tranquillità mi servirà per capire meglio cosa voglio veramente fare.
D'altronde quando ci sono delle sfide nella vita bisogna affrontarle direttamente, altrimenti la paura che ne deriva, o meglio l'ansia, ti portano in un vortice emotivo da cui non si esce facilmente, se non a pezzi.
Dato il mio stato confusionale, causa malattia, vi lascio con dei pezzi del libro L'arte della guerra di Sun Tzu. Vi sembreranno scontate, ma la chiave di lettura non è nello stile (è un manuale di oltre 2000 anni fa), ma la riflessione che queste parole (confrontandole con la realtà) possono provocare.Poi ci sta benissimo che non servano assolutamente a nulla, sicuramente il bello della lettura è di essere liberi di scegliere se pensare o meno.
La verità di fondo è che qualsiasi obiettivo tu voglia raggiungere devi sempre avere ben presente quali sono i possibili ostacoli da affrontare. Alla base di qualsiasi vittoria che ci vede protagonisti (per vittoria intendo un qualunque traguardo che ci siamo posti)c'è sempre un percorso razionale, durante il quale la nostra posizione cambia e si evolve in virtù sempre del traguardo e del nostro "nemico".

Se conosci il nemico e conosci te stesso
nemmeno in cento battaglie ti troverai in pericolo.
Se non conosci il nemico ma conosci te stesso,
le tue possibilità di vittoria sono pari a quella della sconfitta.
Se non conosci nè il nemico nè te stesso,
ogni battaglia significherà per te sconfitta certa.


Ciò che fa muovere il nemico dove vuoi tu, e di tua iniziativa, è la prospettiva dei guadagni.
Se invece vuoi impedirgli di andare in un certo luogo,
prospettagli un danno.
Perciò stanca il nemico quando è pronto e riposato, affamalo quando è sazio, costringilo a spostarsi quando è accampato.