Notizie dal web

Written on 12:25 PM by my blog

Ieri sera, dopo una piccola ricerca, ho trovato finalmente un sito dove ti premettono di scaricare i programmi che si trovano su youtube o su google video, o in genere su qualsiasi altro portale dove si trovano filmati postati.
Si tratta di Flv converter. IL suo funzionamente è semplice, basta inserire l'indirizzo del video, scegliere il formato in cui lo si desidera trasformare, e poi salvarlo sul pc o vederlo direttamente dopo la trasformazione.
E' un modo molto semplice per avere a disposizione tutti quei filmati che si trovano a disposizone in rete, e che fino a un pò di tempo fa ti dovevi limitare a guardare in streaming.
Vi ricordo che in teoria, e nel rispetto della legge, si dovrebbero scaricare solo filmati non protetti dai diritti d'autore. Fate un pò voi.
Per provarlo ho scaricato il servizio delle Iene sul caso Lamezia Terme, cosa che mi incuriosiva molto dato che abito ad una trentina di km dalla famosa cittadina.
Per approfondimenti sul tema vi rimando al prossimo post.
Provate Flv converter, e divertitevi.

Risparmiate i soldi

Written on 11:26 AM by my blog



L'altra sera preso dall'euforia delle prossime feste ho deciso di guardare uno dei tanti films natalizi usciti. La mia scelta è stata Il Prescelto, l'ultimo film di Nicolas Cage.
Convinto del fatto che una buona prova dell'attore avrebbe di sicuro dato un significato alla fredda serata.
L'inizio sembra promettente, si ha l'impressione di guardare un thriller psicologico, tanto di moda oggi. Un fenomeno, a mio avviso cominciato, con Il sesto senso, che in materia è un capolavoro. Ricordo ancora i brividi che mi ha provocato la prima volta che l'ho visto.
Dicevo l'inzio sembra promettente, ma dopo ci si addentra in una prova di film mal riuscita. I dialoghi sembrano senza senso, e senza un filo logico. I continui flashback cercano di alimentare una tensione che è morta già dal primo.
L'idea della comune solo femminile, che si comporta come un alveare, è senza dubbio intrigante. Immaginavo donne fatali che fossero in grado di mettere pepe ad un film morto, ma niente.
La fine del film si capisce dall'inzio, un fallimento.
Ho scoperto che è un ramake di un film del 1973, ma mi chiedo: non potevano risparmiare i soldi, e fare qualcosa di più intelligente?
Avrei digerito meglio la classica storia natalizia, ricca di buoni sentimenti e finali scontati, con l'albero di natale enorme, le case scintillanti, le renne e babbo natale. Sicuramente alla fine del film avrei avuto tanti buoni propositi.
L'unica cosa che mi provoca la fine è la rabbia per la serata persa.
Un consiglio: risparmiatevi i soldi del biglietto, magari per un regalo.

Discorso su di me

Written on 9:57 AM by my blog

Cerco fra le immagini del mio passato
il riflesso di quello che sono adesso,
il motivo intrinseco delle mie scelte,
il sapore amaro delle mie inquietitudini.
Uno specchio trasmette l'immagine reale,
la figura che mi contraddistingue,
che mi permette di essere riconosciuto,
di non essere una massa informe.
Mi osservo a lungo:
i capelli corti e disordinati,
la faccia stanca e segnata dal cuscino,
il pigiama blu scuro grande e avvolgente.
La notte passata a inseguire sogni improbabili,
un bagno in una piscina piena di persone,
il viaggio verso un posto lontano,
l'incontro con una ragazza sconosciuta
ma allo stesso tempo amica,
una vecchia conoscenza del mio inconscio,
una figura fantasma che di tanto in tanto,
mi ricorda quello che cerco,
mi indica le strade che devo percorrere,
le idee che devo rispettare.
Il risveglio da una notte inquieta
è sempre contraddistinto da stanchezza,
mentale o fisica che sia,
ci metto sempre un pò a capire,
a ritrovarmi nella realtà.
Il caldo del camino accesso,
il lento tepore che parte dai piedi nudi,
e che lentamente si diffonde fino alla faccia,
la pioggia che cade leggera leggera,
quella che neanche ti accorgi che piove,
e alla fine ti ritrovi bagnato fracido,
con un malanno sicuro e un mal di gola fastidioso.
L'inverno che tarda ad arrivare,
ancora si vedono i colori dell'estate,
la stessa temperatura è mite,
la stranezza del clima che di volta in volta,
ci stupisce con la sua imprevidibile costanza.
Non voglio sembrare una persona pesante,
che cerca in modo diretto,
profondo e intimistico le sue emozioni,
che vive nella contraddizione delle stesse,
che accetta la vita nella sua fatalità,
cioè in quel lento divenire costellato da alti e bassi.
Mi piace solo seguire la mia strada:
molte volte mi trovo a pentirmi di quello che sono,
di quello che ho fatto,
mi riprometto di essere meno idealista,
di pensare di più alla sostanza delle cose,
ma inevitabilmente non ci riesco.
In fondo sono convinto che ognuno sceglie la propria strada,
in modo consapevole o meno, ma sceglie.
Non ci sono motivazione precise,
che possono spiegare perchè siamo così diversi,
che possono dare un senso profondo al male che ci facciamo,
al male che si fanno due persone che si amano,
la vita molte volte non ha bisogno di spiegazioni,
e cercarle è solo un'inutile perdita di tempo.
Le emozioni che visceralmente si impossessano di noi,
che ci fanno fare cose improbabile,
che ci fanno dare importanza ad una persona,
e vivere nell'ombra di quella felicità,
sono solo il frutto delle immagini che dal passato ritornano,
figure che da un passato di bambino,
ritornano e cercano un'evoluzione improbabile e egoistica.
Perchè è puro egoismo pensare che una persona sia tua,
che si possa essere felici in nome dell'esclusività del rapporto.
Mentre penso a lei,
alle parole che le ho detto,
al coraggio che ho trovato in quel momento,
capisco che decidere di percorrere questa strada mi porta lontano,
che mi fa accantonare me stesso per lei,
sono convinto del fatto che le nostre vite
continuerebbero bene anche senza un nostro incontro,
che saremmo tutte due felici lo stesso,
senza avere il bisogno l'uno dell'altro.
Il bisogno di essere esclusivi nasce
dall'insicurezza insita nella vita,
nel bisogno di certezza che abbiamo.
La relatività della vita,
il suo continuo mutare a secondo dai punti
in cui la si osserva,
permette una radicale e imperfetta maturazione della stessa.
Certo che scrivere tanto lunedì mattina,
appena sveglio con solo due tazze di caffè,
vuole soltanto dire che il bisogno di parlare,
di manifestare le mie idee è tanto,
che forse non troverò mai un lavoro,
e una persona che mi permettano di farlo fino in fondo,
e che forse è deleterio parlare tanto e manifestare i dubbi,
le naturali incertezze della vita.
Molte volte penso che bisognerebbe essere struzzi,
abbassare la testa e non chiedersi il perchè,
continuare senza dubbi e vivere felici di quello che si ha,
ma troppe volte penso che necessito di risposte,
di impegno di modificare la realtà,
perchè a sopravvivere non ci sto, non ci starò mai.
Se solo lo facessi rinucerei alla mia libertà,
come diceva una GRANDE UOMO:
" la libertà non è stare sopra un albero...
....la libertà è parteciapazione"
partecipo alla mia vita,
sbaglio spesso, vivo per emozionarmi, per dare emozioni,
per scegliere una strada diversa daglia altri,
ma non per distinguermi e per fare il tipo,
ma solo perchè è in quella strada che trovo il senso di me,
fiducioso del fatto che un giorno la mia scelta
darà i suoi frutti.

Senza paura

Written on 11:01 AM by my blog

Mentre cerco nuove idee,
e confondo vecchi sogni e nuove emozioni,
mi imbatto in un gioco di ricordi.
E in una sera fredda e serena,
con la luna che ogni tanto spunta dalle nuvole,
e le stelle che disegnano immagini nel cielo,
mi trovo a dire parole,
ad essere diretto, sincero, senza difese.
In pochi minuti mi metto a nudo,
il suono delle mie emozioni si trasmette,
la paura di rivelarsi svanisce,
il silenzio che ne segue,
le giustificazioni del momento,
la tua sorpresa,
i miei timori,
le nostre scuse,
tutto svanisce in un attimo.
Il freddo che lentamente invade il mio corpo,
la voce che ne risente,
le tue parole che cercano risposte,
all'improvviso tutto scompare.
Un posto nuovo,
un lido protetto,
un gioco di ricordi,
di cose già fatte,
di parole già pronunciate e ascoltate.
La voglia di tornare indietro,
di nascondermi dietro al solito inganno di frasi fatte,
mi provoca disagio,
ma il passo è fatto,
è come quando al tavolo da gioco punti tutto,
prendi la montagna di soldi,
il libretto della macchina,
l'orologio della cresima,
l'atto della casa,
e ti giochi tutto su una mano perfetta,
su un azzardo coperto.
E mentre chiudo il telefono,
non so ancora se il banco ha una mano migliore della mia,
se domani dovrò vivere sotto i ponti,
non so se inseguire un'idea giustifichi l'azzardo della verità,
se essere sinceri paghi alla fine,
se ammettere le proprie emozioni significa soffrire necessariamente.
E mentre ascolto una dolce melodia,
struggente, profonda,
nascondo la volgia di essere felice,
mi ritrovo sincero e sicuro.
Non importa quello che ne sarà,
mi piace pensare che per un attimo sono stato felice,
alla fine quello che conta è non avere paura di amare.

Indispensabile

Written on 11:20 AM by my blog

Ti ho scoperto con occhi nuovi,
leggermente sognanti e bagnati.
Ti ho vista immersa nella luce del mattino,
con il volto coperto dai lunghi capelli,
mossi e confusi dalla brezza marina.
Ti ho sentita nascosta nelle mille emozioni,
nelle sensazioni delle mia pelle mentre ti sfioravo.
Ho scrutato a lungo i tuoi lenti movimenti,
le tua parole furtive e misteriose,
i tuoi occhi nascosti e vivi,
le tue paure dirette e sincere.
Ho lasciato che i tuoi profumi mi conquistassero,
che il tuo modo di essere fosse affascinante,
che le tue distrazioni fossero interessanti.
Ed adesso,sono qui, nella stanza,
che aspetto un segnale,
un giorno nuovo, una vita migliore.
Mentre penso e ripenso alle tue parole,
mentre rivivo i tuoi gesti,
immersi nella nebbia dei ricordi,
mi scopro ad avere bisogno di te.
E' impossibile che una persona diventi così importante,
che nel suo nome si cerchi il riscatto di se stessi,
al punto di negare la propria razionalità.
E mentre aspetto che il giorno mi mostri un'altra faccia,
più lieta e interessante,
mentre mi cullo col pensiero di qualcosa di unico,
mentre cerco soluzioni per non dipendere da te,
il telefono suona,
l'ansia sale, la mia voce si addolcisce,
il mio stomaco si contorce,
un sorriso ebete si stampa sul mio volto,
la tua voce mi coccola,
la nostra complicità mi distrae.
Tutto sembra maledettamente più vero quando sei con me.

Sono qui per l'amore

Written on 7:49 PM by my blog

E dopo un sfogo più o meno intenso, bastano le parole scambiate, e la musica e il testo di una canzone dolce per farmi riprendere a vivere, a sognare.
Certe volte non ci riusciamo a controllare, e sfogarsi, urlando al mondo la propria rabbia è l'unico mezzo per non soccombere all'inetivabile frustazione del vivere quotidiano.
La dolcezza di queste parole, come sussurrate da un incantato viaggiatore esperto del vivere, hanno l'effetto di lenire piccole ferite il cui bruciore diventa lentamente insopportabile.
La dedico a tutti coloro che lottano per le cose in cui credono, che non hanno paura di essere diversi, a tutti quelli che ogni tanto, chiusi in una camera piangono e maledicono quel cuore infame che li fa soffrire, a tutti quelli che si sentono inadeguati, a quelli che sperano che prima o poi passerà.
Una dedica particolare va a capello pazzo, credo che ne sarà contenta.
Il video non è dei migliori, e non dura molto, ma volevo rendere l'idea a chi non lo conoscesse......se un giornò ci sarà una ripresa migliore la posterò...







Sono qui per l’amore, per le facce curiose che fa
Per la coda alla cassa, con il saldo più o meno a metà, per le gabbie di carta, per la chiave scordata in cantina, per il giro del sangue e per quello del vino.

Sono qui per l’amore, per difendere quello che so
per le rampe di lancio, e lo sporco che riga gli oblò
che nel lancio ci siamo, e la torre controllo lontana, con il brico sul fuoco e la fiamma puttana.

Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andarsi bene, un solo sole che forse basterà.
Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andare insieme, in una vita che forse basterà.
Questo andarsi bene qua…..

Sono qui per l’amore, e per tutto il rumore che vuoi
E i brandelli di cielo che dipendono solo da noi, per quel po’ di sollievo che ti strappano dall’ombelico, per gli occhiali buttati, per l’orgoglio spedito, con la sponda di ghiaia che alla prima alluvione va giù.. ed un nome e cognome che comunque resiste di più.

Sono qui per l’amore per riempire col secchio il tuo male, con la barca di carta, che non vuole affondare.

Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andarsi bene, un solo sole che forse basterà.
Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andare insieme, in una vita che forse basterà.
Questo andarsi bene qua…..

Sono qui per l’amore, per le facce curiose che fa
Per le giostre sfinite che son sempre più fuori città, stabiliamo per sempre le corsie che ci mandano avanti, e prendiamo le multe tutti belli e cantanti.

( Luciano Ligabue)

A proposito......

Written on 6:07 PM by my blog

Il colore della sera nella stanza,
smorzato dalla luce tenue della tv,
fissa su un canale a caso,
triste segnale di una lunga domenica.
Fuori il vento che soffia fra gli alberi,
freddo e intenso e malinconico,
le foglie ancora rimaste disegnano vortici,
e dopo una lunga danza si depositano in un angolo nascosto.
Le colline intorno stanno ormai sparendo,
lentamente le luci delle case si accendono,
si riesce ancora ad intravedere il fumo dei camini,
unico gesto che richiama sapori lontani.
La montagna è ormai avvolta dalla notte e dalla nebbia.
Inutilmente cerco pace e rifugio,
il senso di quello che sono sfugge lontano,
e la mia volgia di non essere nulla,
di non esistere mai più,
tristemente mi spinge a sfuggire, immaginare,
ad evitare il colpo di coda di una mostruosa paura.
Paura di sbagliare ancora,
di illudersi per poi ritrovarsi senza niente.
Paura di deludere le persone che mi amano,
di parlare con loro dei miei timori.
Paura di essere solo,
di non essere capace a portare avanti lunghi rapporti,
sarà per la noia che ne deriva o per il carico di reponsabilità.
Paura di gettare in pasto alle fiamme tutto quello che ho ottenuto,
senza curarmi dei dettagli e delle antiche promesse.
Raccontetemi tutto,
ma non venire a dirmi che questa vita e questo mondo vi piacciono,
perchè se avessi saputo tutto questo avrei preferito non nascere affatto,
almeno avrei limitato il mio interessamento,
ed avrei optato per una vita tranquilla,
senza ripercussioni mentali.
La sera mi sarei consolato con una bottiglia di vino,
avrei acceso il fuoco e non avrei pensato a nulla se non al lavoro,
alla famiglia, alle serata con gli amici, alla mia ragazza che mi aspettava.
Invece no,
maledettamente ho scelto, incoscentemente direi,
di migliorarmi, di portare sulle mie spalle un riscatto sociale che non avverrà,
e la sensibilità e le frustazioni che ne derivano,
non possono certo essere colmate con una bottiglia,
o qualche hobby che serva a non farti pensare alla tua inutilità.
L'unica cosa che so,
è che non trovo alcuna degna conclusione
a un disocrso domenicale,irritante e distruttivo,
che non sfoci nella banalità di una lagna personale.
Il rischio di volere essere obiettivi è di non perdersi sul serio,
di non credere a quello che si dice,
di convincersi spesso che la soluzione migliore sia mollare,
fare altro, non fare nulla.

lo stato attuale

Written on 3:28 PM by my blog

Non è sempre facile essere diretti in quello che si scrive e si pensa.
Molte volte ci troviamo in situazioni paradossali che ci impediscono di essere lucidi.
Mi spiego meglio: certi giorni la tensione che deriva dall'attesa di alcune risposte,
fa si che diventa complicato esprimersi, perchè sotto sotto c'è un pensiero che ci agita.
Ecco in questo momento mi trovo sospeso in una sorte di limbo, una terra di nessuno dove qualsiasi cosa accade non riesce a ditogliermi da alcuni pensieri.
In questi mesi ho investito tempo, denaro, pazienza, sonno, e speranza nella ricerca di un lavoro. Ormai sono all'arrivo, ho due offerte che dovrebbero concretizzarsi nel giro di pochi giorni, un paio di settimane al massimo. Da questo punto di vista il tempo dedicato alla ricerca ha portati i suoi frutti, se saranno amari o dolci, lo vedrò solo in seguito.
Ma come spesso accade non tutto avviene senza sofferenze e rinuncie.
Ecco la chiave di volta di tutto, ed è per questo che un pò di tempo fa ho pubblicato un post in cui parlavo dell'impossibilità di scegliere, poichè la vita spesso ti offre solo percorsi obbligatori, al di là dei quali la strada apparentemente è più in salita.
Con questo non voglio dire che non ho possibilità di scegliere, assolutamente no, voglio solo affermare che molte volte si sceglie quello che apparentemente, da un'analisi più o meno lucida, sembra il minore dei mali.
Se penso al mese di settembre, quando ho cominciato tutto, mi sembra di avere raggiunto e superato molti traguardi e ne sono felice.
Sono successe veramente tante cose, e sono convinto che ripenserò a questo periodo come al momento della mia rinascita, il periodo in cui ho abbandonato qualsiasi forma di esistenza prestabilita e silenziosamente accettata, per dare sfogo alla mia voglia di vivere.
Certo la consapevolezza delle proprie azioni non è immediata, spesso seguiamo solo il corso degli eventi, ma tutto quello che ne deriva in termini di soddisfazioni o delusioni è merito, o demerito, nostro.
Sono solo convinto di una cosa: sono felice di avere lasciato il mio vecchio posto di lavoro, di essermi messo in discussione, di avere conosciuto persone che saranno importanti nella mia vita futura.
Adesso sono un pò in ansia, non trovo pace, e le motivazioni di questo stato d'animo le so, ma è diffcile scriverle perchè ammettere qualcosa che è intimamente connesso alla nostra emotività comporta una sorta di coraggio, che neanche un posto protetto e nascosto come questo, riesce a garantirmi.
Non so se avete presente la forza delle emozioni che ancora devono manifestarsi, quell'ansia viscerale che ti fa bloccare, che ti fa sentire spesso inutile, perchè sai che ci sono sensazioni, pulsioni, passioni nascoste che stanno per manifestarsi.
Forse il ragionamento è contorto, ma credo che nel momento in cui viviamo forti cambiamenti(lavorativi, passionali) siamo coscienti dell'evoluzione prima che questa accada e si consumi.
Una sorta di sesto senso, abbiamo la possibilità di andare oltre l'attualità, di vivere e pregustare con anticipo emozioni che stanno cambiando, e domineranno, la nostra vita.
In fondo il fatto stesso di sentire questa irrefrenabile voglia di fare, di urlare, di ridere e di amare, è indice di un'evoluzione della propria percezione, di una maturata consapevolezza nei propri mezzi.
Era proprio ora che questo accadesse, dopo tre anni di purgatorio, di porte chiuse, di delusioni, di smarrimento, di pianti soffocati per paura di mostarsi, alla fine credo proprio di meritarmi un posto al sole.
Vi posso solo garantire che ne farò delle belle, non ci sto a sopravvivere e accontentarmi, lo fatto per troppo, per poco o nulla in cambio.

Una Serata fredda

Written on 4:13 PM by my blog

Una leggera brezza invernale,
i brividi che mi partono dalla schiena
e mi stringono in un abbraccio.
Serro leggermente le braccia,
mi avvicino lentamente al ciglio della strada.
Vedo le colline intorno,
ancora verdi per via degli alberi di ulivo,
il mare in lontananza appare come un enorme distesa azzurra.
Le scie delle barche,
l'immobile figura del vulcano,
il fumo che esce dalla sua bocca,
uno spettacolo di vita,lacrime, insofferenza, impotenza.
Gli occhi chiusi,
la paura del momento che rattrista lo spettacolo,
l'ansia di un giorno che arriva e sparisce subito.
Le sensazioni vissute, amate,
lasciano una dolce ferita difficile da guarire.
Forse scappare non è da coraggiosi,
forse è l'ennesimo sbaglio, abbaglio,
l'ultima illusione di una vita,
quella che probabilmente non si supererà più.
Nei destini incrociati di persone distanti,
nei battiti telefonici di solitudini spezzate,
nella certezza di un segno che non arriva,
nella leggerezza e persistente insofferenza che ne deriva,
disteso, inutile,
scruto l'orizzonte confidando nei sogni che nelle notti mi cullano.
Il vento, la notte che arriva, il freddo,
le macchine che passano indifferenti,
i bambini che giocano,
i ricordi di una vita semplice.
Preso da una musica irresistibile,
lentamente un sorriso solca il mio viso,
sarà il freddo ma piccole lacrime accarezzano le guancie,
una risata, un conforto inaspettato.
Circondato da un piacevole tepore,
dal fumo della sigaretta che sale, si deforma e sparisce,
guardo il mare,
intravedo la speranza, il motivo di tutto,
d'altronde
la follia ha sempre il sapore della premonizione.

Un'emozione

Written on 6:33 PM by my blog

Ci sono emozioni che non si comandano, si impossessano della nostra mente, del nostro corpo, e agiscono da sole indisturbate. Molte volte provocano dei danni, che per molto tempo sembrano irreparabili, ma alla fine è giusto rischiare e soffrire se la prospettiva è di quelle che ti fa perdere il fiato e battere forte il cuore.
Si vive solo per momenti così, quello che conta nella vita è averli vissuti, quando pensiamo al passato ci soffermiamo con soddisfazione sulle immagini di attimi che non dimenticheremo mai.
In conclusione, l'amore molte volte non ha bisogno di parole, ma solo di immagini che restano fisse nella nostra mente, che con un beffardo destino segnano l'inizio e la fine della nostra felicità.


"...E ho guardato dentro un'emozione
e ci ho visto dentro tanto amore
che ho capito perché non si comanda al cuore.

E va bene così...
senza parole... senza parole...
E va bene così, senza parole
E va bene così, senza parole..."

( Vasco Rossi )




Mentre te ne vai

Written on 7:31 PM by my blog

Credo che, sia nel momento in cui nasce un sentimento che quando finisce non riesce ad essere indifferenti, nè freddi, nè in nessun altro modo. C'è solo la tristezza per qualcosa di speciale che finisce.




Ho barattato la mia innocenza con l’orgoglio

Ho annientato il confine entro il mio passo
Ho detto ‘sono forte ora, so di essere uno che se ne va’
Amo il suono di quando te ne vai
Il mascara tinge di sangue una lacrima annerita
E io sono freddo
Sì io sono freddo
Ma non freddo quanto te
Amo il suono di quando te ne vai

Perché non te ne vai?
Nessun edificio crollerà
Perché non te ne vai?
Nessun terremoto squarcerà il terreno
Perché non te ne vai?
Il sole non ingoierà il cielo
Perché non te ne vai?
Le statue non piangeranno

Non riesco a girarmi per guardare quegli occhi
Come scuse si potrebbero sollevare
Devo essere forte e rimanere incredulo
E amare il suono di te che te ne vai
Il mascara tinge di sangue una lacrima annerita
Io non sono freddo
Io sono vecchio
Vecchio almeno quanto te
Mentre te ne vai

E mentre te ne vai
La mia lapide si sbriciola
Mentre te ne vai
Il vento di Hollywood è un ululato
Mentre te ne vai
Il Cremlino crolla
Mentre te ne vai
Radio 4 è disturbata
Mentre te ne vai

Una puntura d'ago
In una notte silenziosa
Stalin sorride
Hitler ride
Churchill applaude
Mao Tse-Tung
Sullo sfondo

( Franz Ferdinand)




Il sentiero

Written on 7:16 PM by my blog

Ho camminato lungo la riva del fiume,
gettando sassi alla ricerca di un vortice resistente e grande,
mi sono addentrato nel bosco a ridosso della collina,
lungo il sentiero che porta in montagna.
La pace della natura,
i colori morti e le foglie secche,
la presenza di qualcuno, qualcosa, che mi accompagna.
Ho riflettutto a lungo,
ho immaginato una nuova vita, nuove emozioni,
un nuovo punto di partenza.
I brividi lentamente hanno assalito il mio corpo,
lasciando poco spazio all'immaginazione.
Immerso d'improvviso in uno spazio irreale,
dai contorni indefiniti e dai colori accessi,
rivedo i tuoi occhi, le tue labbra,
la tua pelle, i tuoi capelli.
Le tue parole mi spingono a viaggiare,
mi rimbalzano di luogo in luogo.
rivedo la spiaggia, il castello, la nostra casa,
mi ritrovo in ginocchio a guardarti,
a spiegarti, a giustificarmi.
Non sono scappato, ho solo avuto paura,
quello che mi hai dato è tanto, forse era davvero troppo,
non sapevo di essere felice.
E mentre tutto scompare,
gli alberi, il sentiero, i rumori, ritornano alla normalità,
il tuo volto nella mia mente mi spinge a cercarti.
Lo so sei lì che ancora mi aspetti,
mi dispiace, ma si percepisce l'amore solo quando lo perdi.
Ritornerò.

pensieri confusi

Written on 3:29 PM by my blog

Il silenzio della stanza,
la solitudine di un momento cruciale,
le immagini che velocemente affollano la mente,
le parole che non seguono le emozioni,
si raggruppano in un angolo e non escono.
Il loro rumore fa paura,
temo la conseguenza della loro potenza,
è inconsistente l'attimo in cui tutto avviene.
Per molti giorni pensi, immagini, aspetti,
ti godi l'attesa ,
ma nel momento in cui tutto si verifica,
tutto scorre al rallentatore.
Tracce di vita, di sè
le ritrovi negli occchi di chi ti segue,
uno specchio deforme della mente,
che tristemente perde forma e consistenza.
Inutilmente tutto avviene,
ti passa accanto come il soffio del vento,
e tante volte non te ne rendi conto.
E di nuovo ti ritrovi in una stanza buia,
che perdi tempo a capire quello che è successo,
cosa è passato, il significato delle parole dette,
degli sguardi e dei movimenti percepiti.
Tutto questo non ha senso,
l'attesa, la sola speranza che tutto possa verificarsi come l'abbiamo immaginato,
ci pone nell'irreale capacità di percepire,
di sentire, di amare, di vivere.
Ogni volta che le tue parole risuonano in me,
è una freccia che lentamente mi trafigge il cuore,
il solo sentire, provare dei sentimenti,
inutilmente diventa la prova della loro inefficacia.
Non si ama, ci si accontenta solo di un'idea,
che ancora non realizzata e percepita,
vive in noi allo stato di larva,
ma man mano che prende forma,
e che alle parole seguono forme e contenuti,
nel momento in cui le parole fanno rumore e la luce si diffonde,
nel momento in cui la speranza non ha motivo di esistere,
quando la realtà supera e contorce la nostra fantasia,
il pianto di un pazzo in angolo buio,
giustifica, maledice un mondo che non percepisce per gradi,
che non accetta alcun tipo di eccezione,
che si contorce su se stesso,
che da per scontato ogni maledetta emozione,
che brucia ogni sentimento sul nascere.

la scelta

Written on 11:01 PM by my blog

Quante volte ci troviamo difronte ad un bivio,
a dovere scegliere quello che sarà il nostro futuro.
In realtà sono pochi i momenti in cui sentiamo reale questa pressione,
normalmente agiamo di conseguenza, in risposta a degli stimoli più o meno forti.
Ma ci sono delle scelte che ci tormentano, perchè spesso rappresentano un punto di partenza
troppo importante.
Nasce la consapevolezza che non puoi non devi sbagliare,
adesso non te lo puoi più permettere, ti ripeti,
non riesci a giocare intorno alle cose, magari rimandando e aspettando che tutto prenda
una forma ben delineata che ti porti a scegliere senza dubbi, senza paure.
Allora in questi momenti cosa vale,
quali sono ragioni che ci spingono a prendere una decisone piuttosto che un'altra.
E mi chiedo se è facile scegliere se sei consapevole del fatto che inevitabilmente devi rinunciare a qualcosa di speciale per favorire un aspetto meno profondo ma più materiale.
In fondo la scelta non consiste nel valutare le conseguenze delle due o più opzioni che hai,
ma solo l'effetto emotivo che comporteranno per la tua vita.

Si è lunedi notte e certi discorsi sarebbe meglio farli la mattina appena svegli,
con una buona tazza di caffè fumante e qualcosa di croccante da mangiare,
ma inevitabilmente non si sceglie mai il momento in cui decidi di pensare,
di immaginare, di sognare e sicuramente sbagliare.
Può sembrare un discorso astratto, ma vi assicuro che non è così.
Parlando adesso con un pubblico immaginario,
magari perchè immagino che qualcuno legga queste righe,
apparirò inconcludente, e troppo lontano dalla realtà
Quello che conta sapere è che sono davanti ad un bivio,
dovrò scegliere cosa fare della mia vita,
optare se rinunciare o meno all'emozioni e puntare tutto su un futuro lontano.
Alla fine, dopo qualunque sfogo,
rimane il rammarico per avere pensato di avere una scelta ,
quando probabilmente la possibilità di scegliere non l'ho mai avuta.
La mente, la passione , la fantasia, si sa, sono elementi
che rischiano solo di confondere e di giocare brutti scherzi,
a chi di natura si illude facilmente.

Alla fine

Written on 8:17 PM by my blog

Dopo lunghe strade polverose,
sentieri stretti e scuri,
capanne di paglia e fiumi ancora secchi e privi di vita,
alla fine di un percorso cosa ci sarà oltre la collina.
Il sole che tramonta,
il rosso del suo viso che incontra l'orizzonte,
un uomo stanco e trasandato che fischietta un motivo noto,
le poche provviste, il filo di paglia in bocca,
il cappello regalato dalla signorina del bar appena visitato.
Il sogno di un pazzo che scruta il suo avvenire in un mazzo di fiori di campo,
il fumo dei camini appena accesi,
un'atmosfera di vita familiare, di giochi infantili,
di sensazioni primitive, di sapori ancora vergini.
Le foglie brune, i ricci secchi, il sapore della terra appena bagnata.
Poco importa che cosa ci sia alla fine di un viaggio,
quello che conta è solo la quantità di ricordi che ti porterai dietro.
Dopo ogni lacrima o sorriso,
subito dopo ogni esitazione,
ci sarà la soddisfazione per aver vissuto tutto che sembrava inutile e ovvio.

attesa e voglia di fare

Written on 8:59 PM by my blog

Quando si incontra una persona speciale che ti fa battere forte il cuore, che ti fa provare emozioni che pensavi di avere perso per sempre, la paura di sembrare indeguato è davvero forte.
So giustifica ualsiasi vigliaccata pur di non trovare il coraggio per osare. Sono attimi intensi e contraddittori che una canzone come questa rende unici.
Certe volte diventa più semplice affrontare determinati momenti se sai che qualcuno li ha psassati e se li ritrovi in una delle più belle ballate degli ultimi anni, è ancora meglio.
A tutti quelli che hanno paura di osare, ricordatevi che la maggior parte delle volte l'altra/o non aspetta altro, un sorriso, una telefonata, qualsiasi cosa.








Creep

Quando tu eri qui prima
non riuscivo a guardarti negli occhi
tu sei proprio come un angelo
la tua pelle mi fa piangere
tu fluttui come un piuma
in un mondo meraviglioso
Io avrei voluto essere speciale
tu sei così maledettamente speciale

ma sono una persona sgradevole,
sono uno strano
cosa diavolo sto facendo qui?
io non appartengo a questo posto

non importa se ferisce
io voglio avere il controllo
voglio un corpo perfetto
voglio un'anima perfetta
voglio che tu noti
quando non sono in giro
tu sei così maledettamente speciale
Io avrei voluto essere speciale

ma sono una persona sgradevole,
sono uno strano
cosa diavolo sto facendo qui?
io non appartengo a questo posto

lei corre fuori dalla porta
lei sta correndo
lei corre,...

Qualunque cosa ti renda felice
tutto ciò che vuoi
tu sei così maledettamente speciale
Io avrei voluto essere speciale

ma sono una persona sgradevole,
sono uno strano
cosa diavolo sto facendo qui?
io non appartengo a questo posto

( Radiohead)

Il ritorno da un lungo viaggio

Written on 8:16 PM by my blog

Eccomi di nuovo qua, nel mio posto speciale, nella cabina di regia della mia vita.
Sono stato assente per due settimane, non per motivi strettamente legati alla mancanza di voglia, ma per altre ragioni, più pratiche e meno fantasiose.
Sono stato due settimane fuori di casa a sostenere colloqui per un lavoro che sembra sempre più un miraggio e un dono sacrificale.
In questi giorni sono stato tre volte a Napoli, una volta a Torino, una a Catania. Insomma mi sono fatto in lungo tutta la nostra penisola, e solo oggi ho avuto un attimo di respiro.
Mi fanno ridere quelli, che dall'alto della loro tranquilla vita monotona e assassina, dicono che noi giovani non cerchiamo lavoro e aspettiamo sempre che qualcosa accada prima di andarcela a cercare.
Che banali, li vorrei vedere a cercare lavoro, ad accettare offerte che non ti rispecchiano, che non giustificano gli anni di sacrificio passati a studiare ed immaginare un futuro migliore, che ti potesse dare obiettivi diversi da quelli dei tuoi genitori.
E' facile generalizzare e giudicare gli altri, sentenziare sui precari, sui lavoratori a progetto, sui collaboratori-procacciatori e così via. Tanto alla fine sono gli altri a subire e vivere i disagi di un modo di vivere che segna inevitabilmete le scelte presenti e future.
Alla fine ho avuto una buona offerta di lavoro, mi porterà lontano da casa, a Torino, a fare un lavoro che almeno inizialmente non avrà nulla a che vedere con i miei progetti ideali, ma alla fine quello che conta è la realtà, e il lavoro serve per vivere, progettare, per potere guardare in faccia chi ha sempre contato su di te.
Mi troverò solo, dovrò ricominciare da zero , rinunciare al calore della mia famiglia, dei miei amici, a qualcosa di bello che stava nascendo ma che la distanza inevitabilmente cancellerà, ma non porterà mai via il sapore di quello che poteva essere, quella malinconica nostalgia di un passato visto sfrecciare su un treno diverso dal tuo.
Alla fine penso che tutto questo serva per capire quello che sono, che posso essere, a vivere con dignità e onestà, con gli occhi feroci di chi ha raccolto la sfida ed è pronto a buttarsi nella mischia senza fare sconti a nessuno.
Il sapore, i colori e il profumo della mia Calabria tornerannò ad allietare le notti solitarie e cacceranno i fantasmi del giorno dopo, mi renderanno forte, orgoglioso, mi sentirò fortunato per quello che ho avuto e che potrò trasmettere.
E mentre nella mia testa risuona il treno che sfreccia sui binari, il suo viaggio verso nord, i paesaggi che cambiano continuamente, i passaggeri distratti e assonnati, due occhi riflessi nei miei che lontano mi rattristano, un calore di abbracci che mi manca, mi tormenta, un profumo di una felicità tanto sognata che adesso lascio scappare per inseguire la mia indipendenza.
Se tutto questo avesse un senso più profondo, sarebbe più facile andare incontro alla tristezza che seguirà.

Colpo di coda in un maledetto sabato polare.

Written on 4:59 PM by my blog

Ci sono delle giornate difficili, ti alzi e sembra che il mondo si sia schierato contro di te.
Spesso non è la sensazione di quel momento, ma qualcosa che si ripete con una costanza disarmante.
Ti ripeti che al peggio c'è un limite, che prima o poi anche tu avrai un pò di pausa,
un momento di tranquillità, di serenità.
Alla fine della giornata non puoi far altro che tornare indietro con la mente,
ti metti con molta pazienza a ripassare le vecchie pagine della tua vita, alla ricerca di un momento felice che possa essere da stimolo.
Il telefono suona da un pò, una mia amica mi cerca, non ho voglia di rispondere e non mi va di uscire. Ho deciso di passare questa serata a casa. Poi sinceramente sarei una cattiva compagnia.
Sono fatto così, se ho un problema, un dubbio, non ne parlo con nessuno, lo devo affrontare e risolvere da solo, non ne parlo neanche sul blog. Maledetto me e la mia riservatezza. Molte volte pagherei per parlare delle mie paure, e per non passare sempre per quello che offre la spalla su cui piangere. Oggi avrei bisogno di una buona spalla, ma siceramente non ho voglia di rovinare la giornata a nessuno.
Allora vago nei ricordi, cerco un pò di spazio libero e sereno. Mi faccio un giro su youtube e incontro il video della sigla di Anima mia. Ve la ricordate. Che bella, grazie a quella trasmissione ho conosciute cose degli anni 70 che fino ad allora erano solo un riflesso.
E poi la mitica canzone, che per un pò di mesi è stata un tormentone. Mi ricordo che un giorno ero salito al campus da un mio amico, ancora non andavo all'università, ed ero passato a dare un'occhiata prima di trasferirmi.
Nella cameretta c'era un poster con il testo della canzone, e mi raccontava come fosse dimentata una colonna sonora delle serate pazze e un pò brille.
Se penso a quei momenti un sorriso mi illumina completamente. Quanto tempo è passato, quante cose ho fatto da allora, e quanto sono importanti i ricordi.
Un grande scrittore dice che la vita vale la pena viverla per raccontarla.
Forse alla fine di una giornata diffcile il senso è davvero nascosto in queste parole, viverla per poter un giorno raccontare di averlo fatto. Spero solo che possa bastare.

Quello che non è

Written on 12:13 AM by my blog

Mille gocce di pioggia scendono lentamente,
le nuvole scure e dense, il vento forte e le foglie morte e brune.
Mille teste che viaggiano leggere,
i pensieri nascosti, le gioie vissute, le paure nascoste.
Mille mani protese al cielo,
i palmi aperti e danzanti e capelli sciolti e travolti.
Mille occhi scuri,
le lacrime lentamente si confondono alla pioggia.
Vedo veli che nascondono le teste,
i colori azzurri e misti dei tessuti,
bambini che corrono inzuppati e felici,
madri che gridano e si disperano,
militari che danzano, coperti solo dalla paura di decidere.
Un sogno, una follia, una musica che non spiega nulla.
I battiti del cuore, la sabbia rosssa del deserto,
la paura di morire, la voglia di vivere.
E' solo follia, mi ripeto, stai solo sognando,
forse stai solo morendo,
il rosso lentamente colora i paesaggi.
Mille gocce, mille mani, mille occhi, mille teste,
è solo assurdo che tutto questo possa succedere.

A due persone speciali

Written on 11:32 AM by my blog

Questo post è molto personale, quindi se non volete imbattervi in qualcosa di troppo retorico potete leggere altro. Molte volte si ha la necessità di essere banali, di scrivere qualcosa di scontato, di vivo, solo perchè non ne puoi fare a meno.


Quanto è difficile parlare di questa ricorrenza.
Molte volte ci si trova compressi fra la necessità di sfogarsi,
di parlare di una piccola ferita che fa ancora male,
che tende a romaginarsi con troppa lentezza,
e la necessaria visione personale della morte.
Certo il mio dubbio è solo relativo all'importanza di questo post,
forse sarà troppo personale, specifico, emozionale,
ma alla fine in un posto metafisico e poco reale, come questo,
dove la mia individualità e la mia percezione la fanno da padrona,
credo che assumersi la responsabilità delle proprie emozioni
sia indice della voglia di non sopperire la tempo, ai suoi inganni,
alla vita e alla sue intime contraddizioni.
Questo post è dedicato a due persone speciali,
che poco tempo fa sono andate via.
Sono cresciuto con loro,
mi hanno spronato ad essere così,
mi hanno fatto vivere, capire,
mi hanno insegnato a capire la vita,
a rispettare le miei origini, i miei sogni,
ad avere responsabilità nei confronti degli altri.
Sono sparite all'improvviso, senza alcun preavviso.
Se chiudo gli occhi le loro immagini scorrono veloci,
i momenti felici, quelli tristi,
fino all'ultimo giorno in cui li ho salutati.
In questi giorni non andrò al cimitero, c'è troppa ressa,
ho bisogno della giusta dose di intimità,
ho la necessità di sembrare forte, deciso,
ho il bisogno di guardare le loro lapidi ( anche se una è troppo lontana)
e piangere per un pò, se ci riesco.
Questo post non segue la moda della ricorrenza,
ma si pone solo come la necessaria volontà di rendere merito
a due persone speciali che la morte mi ha portato via.
In fondo non si accetta mai la morte,
la loro partenza in un posto dove non possono comunicare.
La tristezza, il senso di vuoto, che ti assale nel momento in cui ci pensi,
sono talmente grandi che alla fine non fai che accettare questo segno.
Le lacrime, la rabbia, la paura, le urla,
sono tutte reazioni confuse che segnano l'animo per attimo, per sempre.

A due persone speciali che saranno sempre nella mia vita,
che vivranno nelle storie che un giorno racconterò ai miei figli,
ai miei nipoti.
I loro insegnamenti, il loro modo di ridere, di vivere,
i loro sogni, le loro speranze.
Non dimenticherò mai i vostri sorrisi, la vostra voce,
il vostro amore.